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Corso di Sceneggiatura programma dettagliato

A cura di Giovanni Bogani, Lorenzo Paviano


Dall'idea alla sceneggiatura

1. Il linguaggio cinematografico. Le inquadrature. Piani e campi. I movimenti
della macchina da presa: panoramica, carrello, zoom, dolly. La steadycam. Il montaggio: stacchi, dissolvenze, mascherini. Il montaggio delle attrazioni. Il piano-sequenza. Esempi video.

2. Nozioni introduttive sulla sceneggiatura. La sceneggiatura come progetto elemento indispensabile per l’organizzazione delle risorse economiche e
produttive che rendono possibile la realizzazione di un film, inteso come prodotto industriale. Cenni sul ruolo della sceneggiatura in rapporto all’evoluzione tecnica ed espressiva del cinema dalle origini ai nostri giorni: dal “canovaccio” del cinema muto alla “sceneggiatura di ferro” del cinema hollywoodiano, al cinema senza sceneggiatura delle avanguardie anni ’60. La sceneggiatura come lavoro d’équipe.

3. Dall’idea al copione. Le fasi preliminari della elaborazione di una sceneggiatura e la loro specificità formale.
- Idea, tema, soggetto; - La scaletta;
- Il trattamento.
In video: esempi pratici di passaggio dal soggetto alla scaletta e al trattamento riferiti ad uno stesso film.
Esercitazioni: lettura di soggetti, trattamenti, scalette. Verranno messi a disposizione alcuni dattiloscritti di soggetti, trattamenti e sceneggiature di film.
Riscrivere “a ritroso” brevi soggetti (max 1 pagina) o scalette di film a scelta. Ognuno scrive il suo film.
Esercitazioni di scrittura. Scrivere un breve soggetto ambientato in un luogo dato, o a partire da un certo inizio.

4. La sceneggiatura propriamente detta.
Articolazione di elementi visivi e elementi sonori. Convenzioni e termini tecnici ricorrenti. Gli ambienti, le inquadrature. I fuori campo, le dissolvenze, gli stacchi.
I vari tipi di impaginazione della sceneggiatura: all’italiana, all’americana, alla francese.
Esempi di sceneggiature impaginate in vari modi.
Video e esercitazioni: lettura di una sceneggiatura in parallelo con il film che ne è stato tratto. Una sequenza di “Marrakech espress” o di altri film di cui sia disponibile la sceneggiatura dattiloscritta.

Laboratorio di sceneggiatura e scrittura narrativa

1. Nozioni di narrotologia. Che cosa contraddistingue un testo narrativo:
- Il concetto di trama (plot). Distinzioni tra “storia” e “discorso”. Il punto di vista. La narrazione come
processo selettivo.
- I personaggi e la loro caratterizzazione. Il contrasto dinamico. Protagonista e antagonista. Le “schede dei
personaggi” come peculiare strumento di lavoro dello sceneggiatore.
2. La struttura narrativa della sceneggiatura. Lo schema in tre atti. Conflitto, sviluppo e risoluzione. I dialoghi. Analisi del libro di Syd Field “La sceneggiatura”.
3. Raccontare per immagini. La retorica della narrazione cinematografica. L’ellissi, la dilatazione. Il
flsahback, il flash forward. Esempi da “2001: Odissea nello spazio”, “Gli intoccabili”. Anticipazione e
preparazione. La rappresentazione del tempo e dello spazio nel linguaggio cinematografico. Visione e
discussione di esempi tratti da film. 2 lezioni.PARTE PRATICA. ESERCITAZIONI.
- Varie esercitazioni di scrittura creativa/narrativa, con lavoro a casa e discussione collettiva sugli elaborati a lezione.
- Stesura di soggetti ed eventualmente di sceneggiature per i cortometraggi individuali che verranno realizzati dagli allievi di regia. Stesura di soggetti per “videominuti”, video della durata di un minuto, da proporre per il concorso organizzato dal museo Pecci.
- Analisi della sceneggiatura o più di una sceneggiatura, e confronto con il filmche ne è stato tratto.
- Formazione di piccoli gruppi di allievi, che lavoreranno insieme alla stessa sceneggiatura. Scalettatura e
discussione collettiva, nelle ore del laboratorio, dei vari soggetti.

VISIONE E DISCUSSIONE DEI FILM:
1. “Decalogo 12” , di Krysztof Kieslowski
2. “La doppia vita di Veronica” , di Krzysztof Kieslowski
3. “Marakech Express”, di Gabriele Salvatores
4. “Cresceranno i carciofi a Mimongo” , di F. Ottaviano
5. “Smoke”, di Wayne Wang
6. “I soliti sospetti”, di Bryan Singer
7. “Buon compleanno, Mr. Grape”, di Lasse Hallstrom
8. “Dad man walking”, di Tim Robbins
9. “ Get shorty”, di Barry Sonnenfield”
10. “ Barton Fink” , di Joel ed Ethan Coen
11. “Il ciclone”, di Leonardo Pieraccioni
12. Episodi de “I mostri” di Dino Risi
13. “Il viale del tramonto”, di Billy Wilder


SCENEGGIATURE SU CUI SI SVOLGERANNO LE DISCUSSIONI:
1. “Cresceranno i carciofi a Mimongo”, di Francesco Martinotti, Fulvio Ottaviano
2. “La seconda volta”, di Heidrun Schleef, Francesco Bruni, Domenico Calopresti
3. “Marrakech Express”, di Carlo Mazzacurati, Enzo Monteleone, Carlo Contarello
4. “Il portaborse”, di Franco Bernini e Angelo Pasquini


TESTI CONSIGLIATI:
- Age, “Scriviamo un film”, Pratiche;
- Syd Field, “La sceneggiatura”, Lupetti;
- Giuliana Muscio, “Scrivere il film”, Dino Audino;
- Massimo Moscati, “Manuale di sceneggiatura”, Oscar Mondadori;
- Francois Truffaut, “Il cinema secondo Hitchcock”, Pratiche;
- Vincenzo Cerami, “Consigli a un giovane scrittore”, Einaudi;
- Paul Auster, “Smoke” e “Blue in face”, Einaudi;
- Vincenzo Cucimarra, “Fare uncorto”, Dino Audino;
- AaVv, “Il mestiere dello sceneggiatore”, Dino Audino;
- Krysztof Kieslowski, K. Piesiewicz, “Decalogo”, Einaudi;
- Umberto Eco, “Sei passeggiate nei boschi narrativi”, Bompiani.


QUOTES FROM THE PROS DICONO DI LEI
Ecco, qui di seguito,alcuni giudizi dati sul lavoro dello sceneggiatore da gente che fa, o che ha fatto, quel mestiere per tutta la vita. Tanto per cominciare ad averne un’idea. Sono tutti americani, e la traduzione - più o meno fedele, spero – è la mia.
Giovanni Bogani


Quando cominci a scrivere, sei per il 98% scrittore puro, e per il 2% critico. Dopo che hai scritto per un bel po’, hai imparato molto sul tuo lavoro, e sei diventato 2% scrittore e 98% critico.
David Westheimer

In quanto scrittore, ho bisogno di tantissimo tempo da passare da solo. Scrivere è per 90 per cento perdere tempo, rimandare: leggere riviste, mangiare cereali dalla scatola, guardare la pubblicità in tv. Fai tutto quello che puoi per evitare di scrivere, finché nonsono le quattro del mattino e arrivi al momento in cui devi scrivere per forza. Sarebbe bello avere qualcuno accanto, mentre tutto questo accade, per testimoniare che è davvero così.
Paul Rudnick

Rendere visibile quello che, senza di te, potrebbe non essere mai visto.
Robert Bresson

Scrivere è facile. Tutto quello che devi fare è startene a fissare un foglio bianco finché non ti esce il sangue dal naso.
Gene Fawler

Adoro una delle regole di scrittura di Feydeau: Personaggio A: la mia vita è perfetta finchè non vedo il personaggio B. Toc toc: Entra il Personaggio B.
P. Guare

Quando ci ricordiamo che siamo tutti malati, i misteri scompaiono e la vita diventa chiara.
Mark Twain

(Questa è molto famosa) In Italia, sotto i Borgia, hanno avuto povertà, guerra, terrore, omicidi e sangue, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di democrazia e pace, e che cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù.
Orson Welles

Un film non è un libro. Se nasce da un libro, non puoi essere troppo rispettoso del libro. Tutto ciò che sei tenuto a rispettare del libro, è lo spirito.
Richard Price

La maggior parte degli sceneggiatori sbagliano alla quinta parola. Quando cominci una sceneggiatura e scrivi: “Atto primo, scena prima, il tuo lavoro è buono esattamente quanto quello di Arthur Miller o Eugene O’Neill o chiunque. E’ della quinta parola che i dilettanti cominciano a rivelarsi tali.
Maredith Willson

Hollywood è l’unico posto al mondo dove non puoi sbaglire. Puoi soltanto smettere di provarci.
Danny Foley

C’è da guadagnare miliardi qui, e i tuoi soli concorrenti sono degli idioti. Non farti scappare l’occasione.
Herman Mankiewicz, parlando di Hollywood con Ben Hecht

Gli spettatori che vanno al cinema conducono una vita normale e al cinema vanno a vedere cose straordinarie. Per me il film non è una “fetta di vita”, ma una fetta di torta. L’essenziale, affinché lo spettatore possa apprezzare l’anormalità nel suo pieno di valore, è che questa anormalità sia mostrata con il più completo realismo.
Alfred Hitchcock

Con il trionfo del dialogo il cinemasi è cristallizzato nel teatro. I personaggi sono in taxi e parlano; stanno dentro l’automobile e fanno l’amore, e continuano a parlare. Si perde lo stile cinematografico. Credo all’arte cinematografica. Non credo ai dialoghi.
Alfred Hitchcock

Gli spettatori devono subire una grande emozione vedendo il film. E questo è possibile solo se riesco a far identificare gli spettatori con i personaggi sullo schermo. E’ sempre necessario che gli spettatori provino gli stessi sentimenti degli attori sullo schermo.
Alfred Hitchcock

La prima inquadratura di un film è importante. Nella maggior parte dei casi, serve a introdurre lo spettatore nell’ambiente. Conviene, se possibile, anche sorprendere lo spettatore. Bisogna lottare contro le chiacchiere e contro le persone che impiegano cinque minuti a sedersi.
Alfred Hitchcock

Il pubblico cerca sempre di “anticipare”. Gli piace poter dire “Ah! Io lo so che cosa succederà adesso”.
Io sono costretto ad accettare la sfida: “Ah sì? Credete? Lo vedremo”.
Alfred Hitchocock

Non giro mai un quadro di vita vissuta perché quello la gente può benissimo trovarlo a casa sua o in strada o davanti all’ingresso del cinema. Girare film per me, vuol dire in primo luogo,e soprattutto, raccontare una storia. Questa storia può essere inverosimile ma non deve mai essere banale. Deve essere come la vita, da cui sono eliminati i momenti noiosi.
Alfred Hitchcock

La differenza tra suspence e sorpresa è molto semplice. Mentre noi parliamo, forse, c’è una bomba sotto queto tavolo. La nostra conversazione è assolutamente normale, tutto a un tratto: bum, esplosione. Il pubblico è sorpreso. Esaminiamo ora la suspence. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa. E sa tra quanto esploderà. Allora quella conversazione banale diventa di colpo interessantissima, perché il pubblico ha voglia di dire ai personaggi sullo schermo: “Sotto il tavolo c’è una bomba che fra pochi minuti esploderà”. Nel primo caso, abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa. Nel secondo, quindici minuti di suspence. Conclusione,bisogna informare il pubblico ogni volta che si può.
Alfred Hitchcock

Più si è fantastici più si deve essere realisti. E’ per questo che Kafka è così geniale.
Roman Polaski


Primo, scrivere una buona sceneggiatura. Se l’ossatura della storia non è solidissima tutto viene compromesso. Se si vuole diventare registi, la prima cosa da fare è padroneggiare la scrittura.
Akira Kurosawa


Cominciate più giovani che potete e fatevi i vostri film piuttosto ceh leggere quanto si racconta delle persone che hanno fatto i loro.
Steven Spielberg

Il cinema non durerà molto. Nasceranno altre forme di intrattenimento che trascenderanno i film, si collegheranno forse direttamente al cervello. Forse da una centrale le immagini dei film verranno diffuse verso un satellite che riprodurrà in 6000 sale alla volta. Una sola copia, una sola colonna sonara, un satellite, migliaia di sale!
Francis Ford Coppola

Il romanziere è solitario, il suo impatto con la pagina è solitario, così come solitario è il lettore che lo leggerà.. Al contrario, lo sceneggiatore deve scrivere per attori che diranno certe frasi, per questo ha bisogno non solo della riflessione ma anche della conversazione: un dialogo deve essere pronunciato ad alta voce. E’ un dialogo cinematografico e anche fatto di silenzi, il suo tono è determinato dalla lunghezza delle pause.
Ettore Scola




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