Il corso di recitazione cinematografica, ha un'impostazione prevalentemente pratica, a carattere di laboratorio. Tutti gli allievi saranno impegnati a svolgere molti esercizi davanti alla macchina da presa e sotto ai riflettori ovvero come in un vero e proprio set cinematografico.
IL CORSO SI SVILUPPA IN TRE ANNI
1° FASE
In questa prima fase per abbattere quel muro invisibile che si interpone tra la macchina da presa e l'interprete, viene privilegiato l'inserimento dell'attore nel meccanismo del linguaggio cinematografico che , con la sua frammentazione visiva, rende spesso difficoltosa la comprensione dell'unità dell'opera durante la fase progettuale e realizzativa. Recitare in un set presuppone la conoscenza dei mezzi tecnici usati per le riprese : la macchina da presa, le luci, i microfoni possono limitare le capacità di un attore che deve acquisire dimestichezza e concentrazione anche in un set molto affollato.
Durante questo primo anno vengono poi analizzati tutti i mezzi espressivi dell'attore che sono gli strumenti, cioè, che dovrà usare per interpretare un personaggio ( voce, corpo, sguardo…) e siccome ogni attore ha delle caratteristiche precise ed uniche gli insegnanti analizzeranno per ciascun allievo le capacità innate, quelle maggiormente sviluppate e quelle che invece necessitano di un ulteriore sviluppo. In particolare:
- La Presenza scenica
- La propria immagine
- La voce (studio delle tonalità vocali, dei sussurrati, dei gridati, studio delle “sporcature”)
- Il corpo(potenzialità espressiva di ogni sua parte)
- Lo sguardo (strumento fondamentale per l'attore di cinema)
- Potenziamento del carisma dell'attore (energia dei gesti, energia delle battute, energia degli sguardi)
- Esercizi di concentrazione e di abbandono
- L'improvvisazione
- Esercitazioni su brani estrapolati da film di successo
- L'invisibilità dei mezzi tecnici
- La frammentazione visiva (la ripresa cinematografica, il montaggio, piano sequenza, vari ciak….)
2° FASE
Questa seconda fase si sviluppa in due anni, superata la tecnica e l'artificio della messa in scena, l'attore dovrà abbandonarsi ad un percorso profondo che lo porterà a compiere un viaggio nelle varie tipologie umane. Un viaggio (anche faticoso) alla ricerca di sentimenti, emozioni, stati d'animo, psicologie dei vari personaggi che man mano si affrontano nei vari esercizi ed anche nei cortometraggi che gli allievi di regia realizzeranno.In particolare:
- La messa in scena: studiare un percorso, i movimenti, la sintesi espressiva.
- Analisi e studio del testo
- Il sottotesto
- I piani di ascolto
- Il dialogo
- Il monologo
- La presa diretta
- Il doppiaggio
- Esercizi di stile (Tutte quelle elaborazioni interiori e stati d'animo estremi che l'attore dovrà sviluppare con rigore e fantasia per allontanarsi il più possibile dagli stereotipi. Recitare è l'arte del sentire ed il percorso deve essere originale e profondo nel rispetto delle caratteristiche espressive di ogni singolo attore e attrice….)